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Camaldoli

parco nazionale foreste casentinesi

celle Eremo di Camaldoli

Eremo di Camaldoli

monastero di Camaldoli

Andrea della Robbia Camaldoli

 

Scorgo qui in questo altissimo giogo dell'alpe,
fra questi dritti abeti,
la perfezione che si cava dalla quiete.
(Giorgio Vasari)
 

Luogo di pace assoluta, Camaldoli rappresenta uno dei massimi centri di spiritualità della nostra provincia: casa madre dell’ordine dei monaci Camaldolesi, che da questa località prendono il loro nome, si trova immerso all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la cui natura incontaminata evoca grande suggestione.

Nel 1012 il padre benedettino Romualdo fondò a 1111 m. s.l.m. le prime cinque cellette, una per sé e una ciascuno per i monaci che viaggiavano con lui, e un piccolo oratorio, utile per la preghiera comune, dando vita al primo nucleo di quello che è ancora oggi il Sacro Eremo.

Alcuni anni dopo decise di ristrutturare un ospizio già esistente, solo alcuni chilometri più a valle (818 m. s.l.m), organizzando uno spazio per pellegrini e viandanti e un Monastero per la vita di comunità dei monaci suoi seguaci.

Ecco che prese il via la Riforma Camaldolese all’interno dell’Ordine Benedettino: i monaci Camaldolesi, pur seguendo la famosa regola dell’Ora et Labora, sono tenuti a passare parte della loro vita monastica in eremitaggio, dedicandosi in solitudine alla preghiera, al silenzio, al lavoro, e parte in comunità, dove fanno esperienza di vita fraterna e di comunione.

Il lavoro dei Monaci è consistito nel corso dei secoli non solo nella cura della foresta ma anche nella preparazione di medicinali e rimedi naturali necessari ad ammalati ed infermi che ricevevano assistenza nell’ospedale adiacente al Monastero. Questi straordinari rimedi, ancora preparati con le antiche ricette, sono tutt’oggi acquistabili presso la locale Farmacia, affascinante ambiente dove è possibile visitare l’Antico Laboratorio Galenico, ricco degli strumenti utilizzati dai monaci speziali, e la libreria, dove sono esposti ricettari, erbari e manuali di chirurgia miniati o a stampa.

Visitare Camaldoli con una guida turistica abilitata significa non soltanto addentrarsi in tutti questi spazi così ricchi di cultura e di storia, ma anche ammirare le numerose testimonianze lasciate qui da artisti di prim’ordine, come Andrea della Robbia e Giorgio Vasari. Quest’ultimo venne al Monastero in giovanissima età, tornando per quattro anni di fila, sempre in estate, e lasciando ogni volta un nuovo dipinto: dal confronto delle sue opere è possibile apprezzare la maturazione del suo stile, dapprima più acerbo e duro e poi più morbido e consapevole.

 
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